• Collaborazione e tradizione,
    la forza della comunità.
    Sviluppo di legami sociali per la creazione di un possibile futuro per il territorio
  • Terra di Laghi e Peonie tra i «Sentieri del Grano» Un nuovo patto tra produzione e lavoro per il rilancio dell’economia
  • Cultura e tradizione Gente faghet cosa,
    cosa non faghet gente.

    Le persone producono ricchezza,
    la ricchezza senza le persone non può produrre niente
  • Sviluppo di una visione comune Maggiore conoscenza del territorio e del partenariato locale.
  • Un patrimonio antico e ben radicato La valorizzazione di una cultura tradizionale come base per attività artigianali e industriali di alto livello
  • Produzioni agricole,
    l'eccellenza è di casa
    Ottimizzazione e razionalizzazione di una filiera produttiva capace di completare un paniere agro-alimentare dalla singolare unicità
  • Nuovi orizzonti per il territorio Attrattività turistica sostenibile: risorsa unica per i giovani imprenditori nel rispetto di una comune coscienza ambientale
comune di Gergei

Xrexèi

Sindaco: Rossano Zedda (lista civica) dal 16/06/2011

Posizione: 39°42′0″N9°6′0″E
Altitudine: 374 m s.l.m.
Superficie: 36,07 km²
Abitanti: 1.329 (censimento 30.11.2009)
Pref. telefonico: 0782
Codice ISTAT: 091113
Codice catasto: D992

sito web istituzionale: www.comune.gergei.ca.it/

Territorio

Comune di 1.329 abitanti della provincia di Cagliari. Fino alla riforma del 2003 (legge regionale n. 10), afferiva alla provincia di Nuoro.
Il territorio comunale occupa un'ampia vallata dal clima temperato (la valle di Gergei), protetta dai venti freddi dalle pendici meridionali della Giara di Serri e del monte Trempu (703 m). La s.s. 128 Senorbì-Mandas-Isili dopo Suelli inizia ad inerpicarsi verso l'altopiano di Serri e offre visioni a tutto campo della vallata di Gergei con in primo piano il paesino di Escolca e più a valle, il più ampio abitato di Gergei. In cima al punto di svetta la s.s. 128 continua diritta verso Isili mentre a destra apre due bivi: uno sale ancora verso Serri (a 1 km), l'altro discende a Escolca e Gergei.Il territorio gergeese non coltivato è naturalisticamente molto bello, soprattutto alle pendici di M. Trempu dove, in loc. Is Corropus si trova lo stupendo tipico paesaggio sardo delle zone rocciose: torrenti, giochi d'acqua, cascatelle e piscine naturali immersi tra i grandi oleandri selvatici (che fioriscono solo rosa) e una fitta macchia di lentischio e mirto. In primavera-autunno, sotto i cespugli della macchia crescono i murdegu, funghi dalla superfice viscida, molto apprezzati fritti. A Dicembre invece si raccolgono le bacche di mirto e le olive che vengono trasportate con estrema cura e avviate alla molitura in poche ore: dalla loro spremitura a freddo si ottiene l'olio extravergine d'oliva di qualità superiore di Gergei. I Gergeesi sono orgogliosamente legati alle loro tradizioni e quasi ogni famiglia possiede un oliveto dove, nell'aria secca e sopraffina di Gergei, si coltiva la locale e antica varietà di oliva "mallocria", di tarda maturazione e resistente alla siccità. Nei due frantoi di Gergei confluiscono anche i frutti degli oliveti del vasto comprensorio del Sarcidano; l'olio ricavato viene venduto anche in loco ma la maggior parte prende il volo verso Italia, Giappone e Canada. L'Olio di Gergei viene celebrato nell'annuale Sagra dell'Olio (2 giorni), importante appuntamento cultural-gastronomico della Provincia di Cagliari in cui agronomi e coltivatori dibattono di olivicoltura, coltivatori, allevatori e artigiani offrono il meglio delle loro produzioni e i molti visitatori degustano la quieta bellezza di Gergei e i suoi ottimi cibi, con l'appetito stimolato dall'aria cristallina e profumata che si respira in paese.

Storia

Il paese di Gergei ha sicuramente delle origini molto antiche, considerata la presenza nel territorio di insediamenti prenuragici, nuragici, romani e forse anche altomedievali. Diverse domus de janas, circa una trentina di nuraghi, testimonianze di epoca romana e ritrovamenti diversi confermano quelle antiche forme di popolamento disperso nelle fertili campagne gergeesi. Furono proprio la configurazione pianeggiante del territorio, la fertilità del suolo e la presenza di diversi corsi d’acqua a facilitare l’insediamento umano, idonee condizioni, queste, per esercitare le uniche attività economiche del tempo: l’agricoltura e la pastorizia.
L’attuale centro urbano - quello che si è sviluppato attorno ai vicinati storici della chiesa di Santa Maria (che pare sia stata la prima parrocchia del paese) e quello di San Vito, la parrocchia attuale - è, però, la risultante dello spopolamento dell’habitat disperso. In effetti, il fenomeno dell’accentramento urbano - favorito proprio dall’esodo rurale, a favore di centri urbani in via di formazione - fu un fenomeno, che interessò tutta l’Isola nei secoli XI/XIII. Il toponimo Gergei compare per la prima volta nei rarissimi documenti di epoca giudicale (secoli X e XI), periodo in cui, essendo la Sardegna divisa in quattro giudicati o regni, Gergei appartenne al giudicato di Cagliari e alla Curatoria di Siurgus. Per mancanza di documenti si ignora l’avvicendarsi dei fatti storici del paese in epoca giudicale. Perciò, e solo attraverso lo studio della storia generale della Sardegna, che si può venire a conoscenza delle vicende del paese. Con la fine istituzionale del giudicato di Cagliari, avvenuta nel 1258, Gergei seguì le sorti dell’antica Curatoria di Siurgus, che fu conglobata nel Terzo Centrale del cagliaritano, affidato a Guglielmo Capraia, sovrano del Giudicato di Arborea. Nel 1295 Mariano IV de Bas Serra, successore, di Capraia, si alleò col comune di Pisa, al quale lasciò in testamento quel possedimento, anche Gergei passò al dominio Pisano. Da un documento conservato nell’Archivio di Stato di Pisa risulta che Gergei doveva versare annualmente all’erario del comune di Pisa tutta una serie di imposte e tributi, quali vino, grano e due cavalli. Pisa detenne i territori del Terzo Centrale, Gergei compreso, fino al 1324 anno in cui avvenne la conquista del Regno di Sardegna da parte degli Aragonesi. Fu così che anche Gergei visse un nuovo corso storico, quello del secolare regime feudale, regime di monopolio esclusivo dei detentori del potere, abolito nel 1836. Questo secolare percorso storico del paese, comune a tutti i centri isolani, determinò, però, un’anacronistica immobilità socio-culturale della popolazione ed economica del capitale, perché in un regime come quello feudale era impossibile investire ricchezze. Nel 1355 - quando re Pietro IV d’Aragona convocò a Cagliari il primo Parlamento sardo - Gergei, col toponimo Er - gensequio, partecipò alle sedute del Parlamento stesso. Durante la conquista spagnola - dal 1479 al 1715, anno in cui l’isola passò, per pochi anni, al dominio austriaco - anche Gergei spagnolizzò i suoi costumi e le sue tradizioni. Nel 1718 avvenne la cessione della Sardegna ai Savoia. Cambiavano i dominatori, ma per i sardi cambiava ben poco. Di quei tempi è noto l’orrido carcere di Gergei, dove nel 1793 furono rinchiusi sei prigionieri di guerra francesi. Il carcere, che si trovava vicino alla chiesa di San Carlo, meglio nota come Sant’Impera, fu demolito nel 1892.
Dal 1604 fino al 1843, Gergei fece parte del Ducato di Mandas. Numerose furono le lamentele dei gergeesi, inoltrate al Reggitore del Ducato, per l’eccessiva onerosità dei tributi. Merita di essere segnalato il fatto che proprio a Gergei, per la particolare fertilità e rendita agricola dei terreni, la comunità corrispondeva al Duca di Mandas tributi elevatissimi rapportati a quelli corrisposti dagli altri centri del Sarcidano. Dal 1821 al 1858 Gergei appartenne alla Provincia di Isili, nello stesso anno fu compreso nella provincia di Cagliari e ne fece parte fino al 1927 anno in cui fu istituita la provincia di Nuoro, nella quale Gergei fu compresa. Gergei è sempre stato un notevole centro agricolo. La fertilità dei terreni ha sempre garantito redditi sufficienti alle famiglie tanto che, come diceva il Casalis nel 1839: «anche in anni di sterilità si raccoglie assai più della sufficienza e ottienesi un ragguardevole lucro». La coltivazione è esercitata con molta cura. Gergei, anche in passato è sempre stata rinomata non solo per il suo ottimo olio ma anche per il suo pane e i suoi dolci. Nei tempi andati erano diverse le famiglie che arrotondavano i loro redditi familiari attraverso la produzione e la vendita di dolci artigianali tipici. Molti gli acquirenti dei paesi vicini. Oggi i dolci gergeesi hanno conquistato un discreto mercato sia in Sardegna che fuori. Gergei, florido centro agricolo, è sempre stato un paese molto popolato, se lo si confronta con quelli che sono i centri dell’attuale Sarcidano.

Monumenti e luoghi di interesse

Oltre al caratteristico centro storico, a Gergei possiamo ammirare:
La Chiesa di San Vito, eretta nel 1327 in stile gotico-catalano, che conserva al suo interno pregevoli opere d'arte;
i numerosi resti di nuraghi, che testimoniano le antiche origini della cittadina;
le innumerevoli bellezze naturalistiche, che è possibile ammirare grazie a piacevoli passeggiate nella natura incontaminata.

Feste

Festa di Santu Brai, 3 febbraio. Particolare rito durante il quale i bambini portano in chiesa per la benedizione un grappolo di frutti detto su Sessineddu perchè legato assieme da un'erba palustre, su sessini - Cyperus longus L. Giunco femmina.
Festa di Santa Greca, 1-2 maggio - Festa campestre e processione religiosa.
Festa di Santa Maria Assunta - 15 agosto

Scuole

Istituto comprensivo (materna, elementare e media):
Scuola materna (dell'infanzia)
Scuola elementare (primaria)
Scuola media (secondaria di I grado) - Sezione Associata

Dati e foto
Wikipedia, l'enciclopedia libera; sito web istituzionale del comune; matrice socio-economiche Agenzia LAORE
FOTO ©®2012 GAL Sarcidano Barbagia di Seulo, Monni&Pirisi, tutti i diritti riservati.


 

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