METAVIE - Seconda Tappa

2a tappa: da Su mori de is Gadonesus a Fadali

Km totali: 5,63 km
Ascesa tot: 49 m
Discesa tot: 163 m
Dislivello: 123 m
Difficoltà: bassa
Tempo di percorrenza: circa quattro ore

Si parte dall'incrocio tra SP 52 Villanovatulo-Santa Sofia e SP 114 in direzione sud. Dopo un breve tratto su strada asfaltata si passa al percorso originale a fondo roccioso, ben conservato e con la vecchia carrareccia ancora bordata da muri a secco che a ovest segnano il confi-ne con la Colonia Penale di Isili. Sono presenti tratti di macchia mediterranea alta a Lentisco, Corbezzolo e Ginepro e qualche grande albero di Leccio e Roverella.

Dopo circa 500 metri si lascia la vecchia strada e si attraversa di nuovo per percorrere un breve tratto della SP 114 poi subito ritrovare la vecchia strada della Transumanza che ci porta alla sorgente di "Funtana Perdosa", un'area di sosta in cui si potevano abbeverare e riunire le greggi in sicurezza in un'adiacente corte circolare in pietra "Sa corti def Girdiera". Nella tradizione orale qui si descrive una stazione di sosta già presente in epoca romana chiamata "Sa Starla" (osteria in lingua sarda). Il percorso attraversa poi le aree minerarie abbandonate di "Ortigraxius" e "is Pillus" lunghi tratti di strada bordati da enormi cumuli di materiale di scarto con i caratteristici colori ocra, rosso, giallo e verde legati all'ossidazione dei minerali contenuti nelle argille (pirite e carbone). Con una breve deviazione si può osservare da vicino il paesaggio minerario: i resti di un'antica lavarla ormai sepolta dalla vegetazione, il fronte di estrazione della miniera in forte dissesto e i diversi cumuli di materiale estratto. Nel le discariche delle miniere, con un po' di for-tuna, si possono trovare frammenti carboniosi lig nitiferi in cui è possibile scoprire resti fossili.

Proseguendo nella località "Fadali' in breve tempo si giunge alla chiesa campestre di Sant'Antonio di Padova. Recentemente restaurata, il suo impianto originario risale al 1500 e ha un'impronta gotico-catalana. Nei pressi della chiesa di San'Antonio di Fadali, in località "Su concali de is passegeris", esistono anfratti rocciosi e grotte usati dai servipastori come riparo per la notte, mentre i pastori più ricchi erano sovente ospitati presso l'adiacente Casa Mura. I pastori acquistavano qui "Is Craddaxius": dei grossi recipienti in rame prodotti dai ramai Isilesi, indispensabili per la preparazione del formaggio; allo stesso tempo raccomandavano i venditori ambulanti di rame, "Is Piscaggiaius" per la vendita negli ovili dei loro amici e parenti nei paesi di origine e partenza della transumanza.

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