METAVIE - Terza Tappa

3a tappa: da Fadali al bivio Serri-Mandas

Km totali: 9,53km
Ascesa tot: 196m
Discesa tot: 209m
Dislivello: 130m
Difficottà: media
Tempo di percorrenza: circa sei ore

Ci lasciamo alle spalle le aree di macchia e boschi per attraversare aree agricole, campi coltivati e pascoli dominati da una ricca presenza di nuraghi. Giunti in località "Canali bonu" imbocchiamo una strada - il cui accesso è chiuso da frasche - e si procede in salita fino a un pianoro da cui si può dominare la valle sottostante che spazia fino ai centri abitati di Isili e Serri. Il nostro percorso prosegue e intercetta quello che rimane di una antica strada romana costruita con un basolato in pietra basaltica.

La presenza romana nel Sarcidano è attestata dai numerosi studi dell'archeologo Giovanni Lilliu che identificò qui la localizzazione di importanti centri di epoca romana (Baracci e Biora). Tuttavia l'intenso uso del suolo in ambito agricolo e una consistente azione di spoglio che si è protratta nei secoli hanno lasciato pochissime tracce di questi insediamenti. È quindi plausibile pensare che gli itinerari della transumanza ricalchino l'antica viabilità romana e ancora prima quella nuragica. Proseguendo oltre la collina di Minda Majore, con i ruderi dell'omonimo nuraghe, ci dirigiamo verso la piana di "Guttidroxiu", e successivamente in località "Ladumini" vicino all'omonimo nuraghe in cui troviamo fertili terreni coltivati a cereali e pascoli.

Nel bordo strada spesso si ritrovano piante di Cardo, chiamato a Isili "Cardureu" (Cynara cardun-culus), pasto tipico del servo pastore durante la transumanza. Il paesaggio di campi agricoli arati e separati da siepi è sempre molto aperto e spazia dal parco eolico di Monte Cuzzini fino all'abitato di Serri, di cui intravediamo il campanile e la chiesa in stile romanico - pisano del patrono San Basilio Magno risalente al 1100. Lungo la strada che conduce al paese di Serri si può ammirare l'abbeveratoio romano di Funtana Antas.

Il nostro percorso si sposta verso il complesso fieristico di Santa Lucia e l'omonima chiesa campestre, in cui a maggio si svolge una delle fiere più importanti della Sardegna per la vendita di bovini ed equini. Attraversata la SS.198 Serri-Tortolì si prosegue fino a intercettare l'antica ferrovia a scartamento ridotto della linea Cagliari-Sorgono, inaugurata nel 1888, che attualmente ha una funzione turistica ma solo nel suo tratto settentrionale.

Il sentiero è delimitato dai muretti a secco che separano le proprietà private e dove il fondo è in roccia calcarea in alcuni tratti si osservano i solchi creati dal passaggio dei carri a buoi. Superata la ferrovia, oltre uno stretto sottopassaggio, la strada prosegue fino alla SS 128, un incrocio che nell'antica transumanza era il crocevia: verso Mandas e per il Campidano di Cagliari sulla sinistra, o dritti verso Serri, Gergei e Barumini per la bassa Marmilla e poi per il Sulcis Iglesiente.

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