Orroli

orroli

È un comune della provincia di Cagliari, nella regione del Sarcidano. Al 30 novembre2009 contava 2.479 abitanti.
Il comune di Orroli è situato a 550 m.s.l.m., alle pendici dell'altopiano basaltico di Pranemuru formatosi con le ultime eruzioni vulcaniche Plio-Pleistoceniche che hanno interessato questo estremo lembo del Sarcidano, in una parte di questa regione storica della Sardegna in cui sono fortemente marcati i segni lasciati dalla presenza dell'uomo fin dalla preistoria remota. Tutto il territorio, infatti, ha subito più che in altre parti, marcate trasformazioni ad opera della continua attività umana, fino ai nostri giorni. Le profonde e spettacolari gole in cui scorreva il fiume Flumendosa sono oggi in gran parte sommerse dall'omonimo lago artificiale, mentre nel lato opposto del territorio grandi porzioni di superfici pianeggianti sono ricoperte dall'invaso artificiale del Mulargia. Questi due laghi realizzati alla fine degli anni 50, che hanno così profondamente mutato l'ambiente, sono oggi divenuti un'importante risorsa turistica.Il territorio di Orroli ospita uno tra i più importanti nuraghi della Sardegna, il nuraghe Arrubiu, (l'unico pentalobato presente in Sardegna), una delle due dighe del Flumendosa e la diga del Mulargia, lago artificiale. Nel paese sono presenti numerose attività ricettive quali bed and breakfast e alcuni hotel molto originali.

Storia

Siti abitativi e necropoli ipogeiche del Neolitico finale e della prima Età dei metalli, monumenti dell'Età del Bronzo e del Ferro, unitamente a testimonianze dell'Età Romana e Altomedievale, sono variatamente distribuite nel territorio. Insediamenti all'aperto del Neolitico Recente sul bordo dell'altopiano di Pranemuru sovrastano la necropoli a Domus de Janas del parco comunale Su Motti, in cui in mezzo al boschetto di roverelle, che caratterizzano lo stesso parco, si possono contare una quindicina di ipogei, scavati sia nella parete rocciosa che in grossi massi erratici di basalto. L'intero altopiano è inoltre letteralmente costellato da decine di monumenti della Civiltà Nuragica che danno un'impronta caratteristica all'intero paesaggio. Fra tutti, per la maestosità e la vastità delle strutture e per la sua notevole rilevanza scientifica, il più importante è certamente il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu, malgrado la ricerca archeologica sia ancora in corso, è divenuto un importante polo di attrazione turistica, dotato delle più moderne infrastrutture ricettive e didattiche gestite a tempo pieno tutto l'anno da una società giovanile (IsJanasa.r.l.) e costituisce un raro esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante. Un altro importante esempio della frequentazione umana nel passato del territorio orrolese e data dalla chiesa di S. Nicola. Situata nella periferia del rione più antico dl paese, al centro di una vasta area ricchissima di emergenze archeologiche, delle quali allo stato attuale è visibile solo il nuraghe omonimo, parzialmente interrato e inglobato nell'antico tessuto urbano, nel corso dei lavori di restauro ha restituito una grande quantità di informazioni che consentono di ricostruire la storia del paese. La rimozione del pavimento, infatti, ha consentito di conoscere tutte le varie fasi di occupazione dl sito, dall'Età Nuragica ininterrottamente fino ai giorni nostri. Ai resti di capanne di un villaggio nuragico dall'Età del Bronzo recente e finale si sovrappongono strutture di Età romana, pertinenti forse ad un edificio di incerta funzione.
Nell'area presbiteriale sono venuti alla luce le fondazioni di un edificio di culto di piccole dimensioni, costruito su precedenti resti preistorici, forse ad opera di anacoreti verso la fine del V secolo d.C. nelle prime fasi di evangelizzazione di questa parte dell'Isola. La struttura fu ampliata nel secolo successivo e trasformata in una minuscola chiesa cimiteriale a croce greca, con un piccolo nartece e un protiro davanti all'ingresso. In seguito, in età romanica la navata centrale fu notevolmente allungata; processo che fu ripetuto anche in periodo aragonese, mentre soltanto nel secolo scorso furono aggiunte le due navate laterali che conferiscono all'edificio il suo attuale assetto architettonico.

Monumenti e luoghi d'interesse

Nel centro abitato sono presenti numerose abitazioni padronali, realizzate in gran parte secondo i canoni tipici tradizionali sardi (casa di proprietari terreri con portale d'ingresso ad arco, cortile interno e annesso magazzino). La "OmuAxiu" attualmente adibita a museo-ristorante-albergo sulla Via Roma; la "Casa Carrus" e "Casa Sirigu", acquisite recentemente dal Comune e adibite a laboratori artigianali sulla Via d'Arborea e sulla Via Nuraghe; la padronale "Casa Schirru", residenza privata sulla Via Roma; l'ottocentesca villa Anedda, residenza privata, sita in pieno centro storico sulla Via d'Arborea, vicina alla Chiesa parrocchiale "San Vincenzo martire" il cui stile oltre che a ricondursi ad influssi sabaudo-piemontesi, mostra affinità anche con il neogotico diffuso nelle abitazioni signorili e nelle ville costruite tra XIX e XX secolo (ne è un altro esempio notevole il Castello Arangino ad Aritzo); la villa padronale dei cavalieri Demuro, non distante dalla chiesa di San Vincenzo Ferrer. Di rilevante interesse inoltre, vi è il caratteristico "S'Arcu S'Impiccu", utilizzato nel passato per le pubbliche esecuzioni.

Chiese

Chiesa Parrocchiale di San Vincenzo Martire: l’attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo Martire (patrono di Orroli) e Sant’Anastasia conserva in buona parte i caratteri architettonici gotico-aragonesi del Cinquecento (per la precisione 1582 come da iscrizione sul capitello destro dell’arcone gotico) anche se realizzata su preesistenti strutture cultuali databili al XII secolo. Sempre del Cinquecento è l’imponente torre campanaria a canna quadrata, realizzata in porfido rosso e dotata di monofore a sesto acuto ornate da archetti pensili. La facciata, che si configura con terminale piano su cui poggia un’interrotta teoria di merli lanceolati, è tipizzata dal bel portale impreziosito da fregi di gusto moresco. Anticamente, nel sagrato della chiesa c’era un cimitero ed un ossario. La chiesa ospita al suo interno una bellissima esposizione di paramenti sacri.
Chiesa di San Vincenzo Ferreri: al santo spagnolo è dedicata la chiesa in stile aragonese-rustico che nasce nel 1704 per volontà del teologo Salvatore Pisano. La chiesa di San Vincenzo Ferreri, per titolo di fondazione, possedeva il diritto di Patronato e lo “jussepeliendi”, cioè il diritto di sepoltura, per cui all’interno della chiesa potevano costruirsi le tombe per i soli discendenti ed ascendenti della famiglia del fondatore. La facciata presenta un portale con antichi fregi oramai deteriorati e falsa lunetta lavorata a modanature. Nella parte alta del prospetto frontale, unico elemento ornamentale è un rosone a sguanci inserito in un semplice fastigio ricurvo alle cui estremità sono posti due monoliti sferici sormontati da cuspide. Un interessante campanile a vela biluce, con monofore a sesto acuto e linea superiore definita da una cornice modanata, è posizionato su un’opera muraria affiancata al lato destro dell’edificio. Nel sagrato è stata individuata un’area cimiteriale ed un ossario.
Chiesa di Santa Caterina: Chiesa rurale a 2 km dal paese, edificata nel Cinquecento è di stile gotico-catalano attardato nutrito di elementi vernacolari. Esterno è in pietra a vista, facciata essenziale con un portale centrale sormontato da un piccolo rosone, abside cupolato, monofore con arco a tutto sesto lungo i fianchi. La prima domenica di giugno arriva al culmine la sagra campestre di Santa Caterina D'Alessandria: nei tre giorni della festa si canta, si balla e si dorme sui carri e nei loggiati.
Chiesa di San Nicola:un altro importante esempio della frequentazione umana nel passato del territorio orrolese e data dalla chiesa di S. Nicola. Situata nella periferia del rione più antico dl paese, al centro di una vasta area ricchissima di emergenze archeologiche, delle quali allo stato attuale è visibile solo il nuraghe omonimo, parzialmente interrato e inglobato nell'antico tessuto urbano. La tradizione vuole che la chiesa sia stata la prima chiesa parrocchiale di Orroli, mantiene questo ruolo fino al Cinquecento quando con l’aumento demografico e l’espansione dell’abitato non è più in grado di assolvere alle sue funzioni. A questo periodo infatti risale la costruzione dell’attuale parrocchiale S. Vincenzo Martire. Nel XVI secolo la chiesa con un una ristrutturazione viene modificata in alcune parti essenziali per assumere l’aspetto finale: la facciata, sormontata da un campaniletto, dotata di tre ingressi, è caratterizzata da un ampio protiro. All’intero, la chiesa si articola in tre navate abbastanza amplie, dotate di copertura lignea a capriate e delimitate da arconi a tutto sesto; il presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano delle navate, ha un altare semplice impreziosito dalla presenza dei simulacri di due leoni di pregevole fattura, poste alla base dello stesso. Nel corso degli ultimi interventi di restauro lo smantellamento della pavimentazione ha permesso l’individuazione di strutture preesistenti: un edificio di epoca altomedioevale realizzato su costruzione murarie del periodo nuragico, per poi arrivare all’individuazione del perimetro di un primo tempio cristiano del VI secolo da cui con successivi ampliamenti è derivata la struttura attuale.

Archeologia

Domus de Janas

Insediamenti all'aperto del Neolitico Recente sul bordo dell'altopiano di Pranemuru sovrastano la necropoli. Le Domus de Janas del parco comunale Su Motti, in cui in mezzo al boschetto di roverelle (che caraterizzano lo stesso parco), si possono contare una quindicina di ipogei, scavati sia nella parete rocciosa che in grossi massi erratici di basalto. Chiamate anche "Case delle Fate" le Domus, risalenti attorno al 3500-1800 A.C., rappresentano forme più evolute delle tombe neolitiche. Ricavate all'interno di maestosi massi di basalto o su pareti rocciose, con particolari tecniche a fuoco, le Domus de Janas si presentano con una o più "Celle" servite da anticamera, letti mortuari ecc. Nel parco si possono contare ben 12 Domus.

Pozzo sacro Su Putzu

Il Pozzo sacro è una grossa testimonianza dell'età nuragica , edificato dal popolo nuragico attorno all'XI sec. a.C. Si tratta di un tempio a pozzo per il culto delle acque per soddisfare la credenza religiosa degli antichi popoli del circondario. L'area del vestibolo era sicuramente quella più importante dove si svolgevano i rituali di purificazione prima di accedere lungo la scalinata e attingere l'acqua. Era il luogo dove si celebravano i sacrifici di animali e accoglieva i convenuti per le libagioni. Questa area sacra è composta da numerose capanne molte delle quali in buono stato, lo spiazzo antistante pozzo sacro è a forma di mezzaluna.

Il Nuraghe Arrubiu

L'intero altopiano è inoltre letteralmente costellato da decine di monumenti della Civiltà Nuragica che danno un'impronta caratteristica all'intero paesaggio. Fra tutti, per la maestosità e la vastità delle strutture e per la sua notevole rilevanza scientifica, il più importante è certamente il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu, malgrado la ricerca archeologica sia ancora in corso, è divenuto un importante polo di attrazione turistica, dotato delle più moderne infrastrutture ricettive e didattiche gestite a tempo pieno tutto l'anno da una società giovanile (IsJanasa.r.l.) e costituisce un raro esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante. Il Nuraghe Arrubiu, una delle più importanti testimonianze della Preistoria sarda è l'unico esempio di nuraghe pentalobato, originariamente sormontato da una torre alta circa 30 metri. "Il Gigante rosso": Con questo appellativo si rende onore ad uno dei monumenti megalitici più grandi della Sardegna preistorica. L'Arrubiu spicca sull'altopiano di "Su Pranu" e racchiude un bastione Pentalobato risalente al XIV secolo a.C. Esternamente è circondato da un antemurale dotato di 12 torri e ricopre, nel suo insieme, una superficie di 10.000 mq.

I due Laghi

Le profonde e spettacolari gole in cui scorreva il fiume Flumendosa sono oggi in gran parte sommerse dall'omonimo lago artificiale, mentre nel lato opposto del territorio grandi porzioni di superfici pianeggianti sono ricoperte dall'invaso artificiale del Mulargia.

Feste

  • Giugno: Sagra di Santa Caterina
  • Settembre: San Vincenzo Ferreri
  • Gennaio: San Vincenzo Martire
  • Maggio: San Nicola

Scuole

  • Istituto comprensivo (materna, elementare e media):
  • Scuola materna (dell'infanzia)
  • Scuola elementare (primaria)
  • Scuola media (secondaria di I grado) - Sezione Associata
  • I.T.C. Orroli - Scuola Superiore: Istituto Tecnico Commerciale - Sezione Associata