Serri

serri

SERRI è un comune di circa 700 abitanti, che sorge sull’ omonima Giara, nell’ area geografica del Sarcidano. Passato grazie alla recente riorganizzazione delle province sarde da Nuoro a Cagliari, ha una superficie territoriale di 19,13 kmq. È un paese ad economia prevalentemente agro-pastorale, dove alla tradizione si affianca la moderna ricerca biologica e zoologica per coltivazioni e allevamenti. Produzioni presentati in occasione dell' importante Fiera - Mercato che si svolge durante la festa dedicata a Santa Lucia, nella terza domenica di maggio e di settembre. Manifestazione che riunisce in una giornata funzioni religiose e scambi commerciali. La tradizione riporta l’origine del paese alla fuga per una pestilenza degli abitanti della vicina città romana di Biora, le cui rovine sono ancora visibili nel fondo valle. Importante testimonianza architettonica è la Chiesa di San Basilio Magno, in stile romanico-pisano, al cui interno sono conservati tre altari barocchi lignei. Vicino al paese, presso la Chiesa di San Sebastiano sono stati trovati i resti di un piccolo abitato romano. In questi ultimi anni, l'Amministrazione Comunale ha intrapreso alcune rilevanti iniziative per la promozione turistica del Centro. Il progetto più ambizioso riguarda l'area di Santa Vittoria, che con i suoi quattro ettari di estensione è una delle zone archeologiche più importanti della Sardegna. L'area archeologica di Santa Vittoria fu individuata nel 1907 e messa in evidenza nella prima campagna di scavi iniziata due anni più tardi ad opera dell'archeologo Antonio Taramelli. Subito si evidenziò la cinta muraria difensiva, numerose costruzioni, tra cui il Tempio in antis, quello ipetrale, il Recinto delle Feste e delle Assemblee Federali. L'area può considerarsi divisa in due settori: uno sacro e uno civile. Il primo settore si sviluppò attorno al Tempio a pozzo, mirabile esempio architettonico dell'epoca, mentre nel secondo si distingue un ampio recinto, uno spazio forse utilizzato per feste o per il mercato del bestiame. Al Pozzo sacro, di forma circolare, con diametro interno di circa 2 metri per 3 di altezza, si accede con 13 gradini, preceduti da un ingresso rettangolare con banchine e canalette per lo scorrere dell'acqua. L'area, che ebbe il periodo di maggior espansione tra il 900 e il 500 avanti Cristo, fu comunque abitata anche in epoche successive. Attualmente la visita al Santuario è consentita grazie ad un percorso didattico di recente inaugurazione, o con l’accompagnamento di guide esperte.

La Storia

La nascita di Serri, disteso sul margine orientale della giara che da esso prende il nome, appare in stretta correlazione con i numerosi ed importanti resti della civiltà nuragica presenti sul territorio, anche se la tradizione fa risalire la sua fondazione alla fuga, a causa di una pestilenza, degli abitanti della città romana di Biora, i cui resti sono tuttora visibili nel fondo della vallata. Il nucleo originario del paese, sorto a breve distanza dai resti del nuraghe S’Uraxi, si è sviluppato intorno alla bella chiesa parrocchiale di San Basilio Magno: edificata intorno al 1100 in stile romanico-pisano, presenta la facciata in pietra lavorata con rosone centrale ed ha subito diversi restauri nel corso dei secoli, che hanno parzialmente modificato la struttura originaria. L’interno della chiesa, a croce latina, è interessante per l'altare maggiore in marmo accuratamente lavorato e per alcuni altari in legno policromo con colonne tortili; su un capitello della cappella dedicata alla Madonna del Rosario è riprodotto lo stemma della famiglia Carroz, che testimonia l’appartenenza di Serri a questa casata ed all’antico Ducato di Mandas.

Monumenti e luoghi d'iteresse


Il Santuario Federale Nuragico di Santa Vittoria è un sito archeologico nei pressi di Serri, in Sardegna. Il nome si riferisce alla chiesetta in stile romanico che sorge a pochi metri dal tempio nuragico, costruita sopra un luogo di culto romano. Il sito si estende per circa tre ettari nella giara locale, ed è composto da alcuni gruppi di edifici: i templi, con la capanna del sacerdote e gli edifici annessi; il recinto delle feste; il recinto con i pilastri betilici. I primi scavi del sito iniziarono nel 1909 ad opera del soprintendente locale Antonio Taramelli.
Il tempio a pozzo è il luogo più importante di tutto il santuario, tale da essere riconosciuto per primo e subito oggetto di scavi. Venne costruito con la tecnica ciclopica, la medesima utilizzata per i nuraghi, ma al contrario di questi con pietre molto curate e non sbozzate. Nell'atrio del tempio veniva praticata l'ordalia: consisteva nel bagnare gli occhi dell'imputato con l'acqua del pozzo, e nel caso fosse divenuto cieco sarebbe stato dichiarato colpevole (si suppone che la sentenza finale fosse già decisa dal capo villaggio, che mischiava l'acqua rituale con alcune sostanze urticanti). Nell'antichità il tempio era coperto, e la facciata doveva essere simile a un altro tempio a pozzo, il cosiddetto Su Tempiesu di Orune, del quale è rimasta la facciata addossata alla roccia. Il recinto delle feste era il luogo dove i pellegrini festeggiavano la divinità locale, con festeggiamenti che richiamavano le genti vicine e avevano luogo per alcuni giorni. Si suppone che nell'edificio principale del villaggio si riunissero in assemblee federali i clan più potenti dei sardi nuragici abitanti la Sardegna centrale, per consacrare alleanze o per decidere guerre. Le strutture comuni erano organizzate in modo da far convivere la festa religiosa e quella civile, il mercato con l'assemblea politica. Era presente il tempio a pozzo della fonte sacra, fornita di atrio e con fossa per i sacrifici, con uno spazio per esporre gli ex voto, scala con soffitto gradonato e la tipica camera - dove si raccoglieva l'acqua - provvista di falsa cupola con foro centrale. Non mancavano le protomi taurine sul prospetto e, intorno, betili e cippi. Vi era pure un sacello rettangolare con sagrestia per le offerte al o agli dei .I giochi e gli affari si svolgevano in una vasta corte ellittica con porticati e vani rotondi per il soggiorno dei partecipanti e con i posti riservati ai rivenditori di merci, ai pastori e ai contadini. Nelle vicinanze vi era un ambiente circolare con alcune capanne. Il primo serviva per le assemblee, nelle seconde abitavano gli addetti alla custodia, alla manutenzione dei luoghi e gli amministratori dei beni del tempio.

Chiese di Sant’Antonio e di Santa Lucia

Tra gli edifici sacri ricordiamo inoltre la chiesetta di Sant ‘Antonio, risalente al 1770, che sorge nel cuore del centro storico; il santuario di Santa Lucia, è situato a circa 2 km da Serri, lungo la strada che conduce a Seui, proprio accanto all’ area in cui due volte l’ anno si tiene la ben nota Fiera, e periodicamente il Mercato dei Produttori.

Ruderi chiesa di San Sebastiano

Lungo la strada che porta al sito archeologico, non lontano dal paese, sorgono i ruderi della chiesetta di San Sebastiano Martire, accanto alla quale, di recente, è stata collocata una statua.

Feste

  • 17 gennaio: Sant’ Antonio Abate, con accensione de su foghidoni
  • 20 gennaio: San Sebastiano, con accensione de su foghidoni
  • 02 febbraio: La Candelora
  • Riti della Settimana Santa
  • Seconda domenica di maggio: Sant’ Isidoro
  • Terza domenica di maggio: Fiera e Festa di Santa Lucia
  • Giugno: San Giovanni Battista e Sagra della Pecora
  • Luglio: Rassegna Folk
  • Agosto: Festa dell’ Emigrato
  • 01 settembre: San Basilio Magno, Patrono
  • 11 settembre: Santa Vittoria
  • Terza domenica di settembre: Fiera e Festa di Santa Lucia

Scuole

  • Scuola Primaria
  • Scuola dell’ Infanzia